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Assemblee popolari nell’antica Roma

Proseguiamo il nostro cammino nel mondo della Storia Romana all’insegna delle diverse magistrature in età repubblicana.

Abbiamo già accennato nell’articolo precedente i ruoli dei consoli e dei pretori, ma adesso è importante aggiungere che questi facevano parte della “Nobilitas”:uomini
ricchi ed onorevoli che generalmente assumevano le magistrature per l’amministrazione della città.

A questi “nobiles”, appartenenti a famiglie benestanti, si contrapponevano gli “homines novi”, ovvero quelle persone prive di senatori tra i loro antenati, come Gaio Mario, che si accingevano a prendere parte alla vita politica. Roma raggruppava i suoi cittadini in tre assemblee popolari, con strutture e compiti peculiari. Analizziamole insieme attentamente:

1) La prima assemblea fu quella dei VECCHI COMIZI CURIATI, a struttura gentilizia, sopravvissuta nell’età regia anche se le sue competenze furono ridotte.

2)TRIBÙ TERRITORIALI ripartite in quattro urbane e ben sedici rustiche che abbracciavano il territorio circostante di Roma. Questa partizione diede vita ai COMIZI TRIBUTI, in cui i cittadini si raggruppavano e votavano per tribù.

3)COMIZI CENTURIATI: qui la popolazione venne divisa in cinque classi di reddito, articolate a loro volta in 193 unità, le centurie. La prima classe di censo era formata da 80 centurie, la seconda, la terza e la quarta classe erano costituite da 20 centurie, mentre la quinta da 30. Vi erano, infine, 18 centurie di cavalieri extra, abbastanza ricchi da potersi permettere un cavallo, e 5 di artigiani e proletari.

Raffaele Pio Marrone

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