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Diverso è sinonimo di sbagliato?


“La normalità è un concetto sociale che esiste solo in riferimento alla regolamentazione delle masse, alla possibilità di una uniformazione collettiva dei comportamenti dell’essere umano”; questa frase è tratta dal libro “Parafilie e devianza” del prof. Fabrizio Quattrini, sessuologo e psicologo.

Durante il mio percorso di studi mi sono imbattuta in una serie di argomenti riguardanti la sessualità. Innanzitutto la scoperta del “diverso” dalle mie abitudini, dalle mie preferenze. Le nozioni trattate fanno riferimento al cambiamento che c’è stato, fortunatamente, nel tempo in merito alla denominazione e classificazione di alcuni disturbi nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

Qui mi preme differenziare la sessualità cosiddetta “atipica” dai disturbi del corteggiamento. La prima talvolta poco accettata, ma ha poco a che fare con la psicopatologia; i secondi esistono e devono essere trattati da professionisti.

Abbiamo parlato di voyeurismo, esibizionismo, pratiche BDSM. Ma perché la diversità spaventa? Abbiamo paura di scoprire? Ognuno di noi vive la sessualità come meglio crede o nel solo modo che gli è stato “insegnato”? Essere curiosi ci spinge a superare i nostri limiti, talvolta imposti. Ovviamente mi riferisco a quei comportamenti che vengono vissuti e messi in atto consapevolmente e nel rispetto dell’altro, il consenso è alla base del vivere civile. Può risultare difficile capire cosa spinge una persona a sperimentare il dolore fisico per arrivare all’apice del piacere o perché esistono dei club dove si gioca in modo non convenzionale. E’ semplicemente un modo diverso di vivere la relazione di coppia.

Questa realtà esiste e va accettata senza scandalizzarsi e senza giudicare. E a voi è mai capitato di andare oltre per uscire dalla monotonia? Vi è stato proposto o siete stati voi a farlo?

ROBERTA DI TOMMASO

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