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AKRAI E CASMENE – IL RAPPORTO FRA GRECI E INDIGENI


Thuc. La guerra del Peloponneso
Ἄκραι δὲ καὶ Κασμέναι ὑπὸ Συρακοσίων ᾠκίσθησαν, Ἄκραι μὲν ἑβδομήκοντα ἔτεσι μετὰ Συρακούσας, Κασμέναι δ᾽ ἐγγὺς εἴκοσι μετὰ Ἄκρας.
Acre e Casmene furono fondate dai Siracusani, Acre settantanni dopo Siracusa, Casmene circa venti dopo Acre

Queste due sub-colonie Siracusane, nascono come avamposti militari subito dopo che Siracusa prese il controllo dell’entroterra ed assoggettò le popolazioni indigene del posto.
Ma vi sono testimonianze che permettano di confermare una presenza indigena in queste due aree prima dei greci? O si limitano ad intrattenere, successivamente alla fondazione, dei rapporti con questi?
Possiamo confermare entrambe le cose, dal momento che si hanno, se pur sporadiche, notizie sulla presenza di insediamenti pre-greci in queste zone, ma allo stesso tempo di un successivo contatto dopo la fondazione delle colonie.
Per quanto riguarda Akrai, Tucidide dice che viene fondata settanta anni dopo Siracusa e questa cronologia sembra confermata dalle ricerche archeologiche.
L’abitato greco occupa un’area frequentata sin dal Paleolitico superiore, prima di essere sede di un insediamento dell’Età del Bronzo, periodo in cui sono attestate dalla necropoli, nello specifico tombe a grotticella artificiale.

Nel costone montano vi sono 54 grotticelle scavate nella roccia dall’incessante opera di cavatura attuata dalle popolazioni sicule che abitavano il crinale di questo rilievo Ibleo. Queste grotte hanno tutte la forma a “forno con soffitto piano”, una sola tomba è diversa dalle altre, perché è più grande ed ha il soffitto a cupola, forse a dimostrazione del fatto che vi era un gruppo aristocratico che gestiva la vita del villaggio.

Furono effettuate quattro campagne di scavo: le prime due nell’abitato arcaico portarono all’individuazione del villaggio del Bronzo antico; la terza interessò l’abitato e portò alla scoperta di un grande deposito votivo con armi; la quarta riguardò la necropoli. In merito allo scavo riguardante l’individuazione del villaggio del Bronzo antico, nell’area della città vi erano gruppi di capanne sicule su cui fu costruito parte del villaggio greco. Furono infatti ritrovate sporadiche testimonianze di selci, in maniera particolare fu scavata una capanna di cui si notò la presenza in base alla forma ovoidale, rispetto alle case greche quadrate. Ciascuno di questi villaggi, piccoli e numerosi, doveva trarre le risorse primarie, necessarie alla sussistenza dei propri abitanti, dalla coltivazione dei campi vicini o dai pascoli che si estendevano all’interno.

L’economia di questa età sembra basata essenzialmente sull’agricoltura e sulla pastorizia, ma anche talvolta sullo sfruttamento di altre risorse locali.
A conclusione possiamo dire che Monte Casale è un punto dove sembra si incontri la vita e la civiltà protostorica e storica delle genti isolane, un luogo di incrocio fra Siculi e Greci.
Alcuni studiosi hanno supposto che la presenza di armi rinvenute all’interno della città di epoca greca, oltre ad essere di matrice greca, fossero armi strappate ai siculi dopo essere stati conquistati.
Alla fine dei conti la fondazione di Akrai e Casmene, avamposti militari, aveva proprio questa funzione, ovvero difendere la zona, ormai quasi interamente conquistata da Siracusa, dalle minacce indigene.

Martina Pico

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