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Walking Football: spopola la versione camminata del calcio


Domenica 5 giugno, presso l’impianto sportivo “Mario Vecchio” di Capaccio Paestum, si è svolta la prima manifestazione di calcio camminato del nostro territorio.

Un torneo che ha visto la partecipazione di due compagini piemontesi, Walking Football Biella e Devil’s Borgomanero; una squadra proveniente dalla Puglia, la Minervino Murge; due squadre in rappresentanza del nostro territorio, la Polisportiva Cilentana e una formazione di Salerno. Ad aggiudicarsi il torneo la squadra biellese che ha superato di misura in finale la Minervino Murge, in un clima di grande cordialità e rispetto ma non per questo privo di agonismo.

Ma come nasce il calcio camminato? La storia di questo sport è relativamente recente: nel 2011 in Inghilterra, a seguito di un sondaggio fra over 50, era emersa la circostanza che molti amatori avevano smesso con la pratica sportiva per paura di traumi o per gli acciacchi dovuti all’età. Per rispondere a queste esigenze è nata l’idea di un calcio giocato in maniera diversa: camminando.

La regola fondamentale, infatti, prevede il divieto di spostarsi sul terreno di gioco correndo: appena l’arbitro rileva che uno dei partecipanti sta correndo interrompe il gioco fischiando il fallo e assegna un calcio di punizione a favore della squadra avversaria. Altra caratteristica fondamentale di questa disciplina è il divieto di alzare il pallone oltre l’altezza dei fianchi degli avversari. Le gare si disputano su terreni di gioco di dimensioni ridotte rispetto al calcio, in sei contro sei in due frazioni di gioco di 15 o 20 minuti ciascuna.

Le regole specifiche previste per il calcio camminato rispondono alle esigenze che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo: tutelare l’incolumità fisica dei partecipanti, evitando scontri di gioco (di qui il divieto di intervenire in tackle scivolato); rendere possibile la partecipazione anche ad atleti con pregressi infortuni o in età avanzata; favorire la socializzazione.

In Inghilterra il walking football ha ben presto assunto dimensioni considerevoli e, a piccoli passi, sta prendendo piede anche in Italia dove è stato introdotto dall’ Unione Italiana Sport per Tutti (UISP), un’associazione di promozione sportiva e sociale che dal 1948 si impegna ad affermare l’idea dello sport come diritto di tutti i cittadini. Le prime gare in Italia si sono disputate nel 2015 a Bologna e ad Aosta e nel 2018 le prime fasi nazionali a Bergamo. Dunque una bella vetrina sportiva per il nostro territorio – con l’appuntamento già fissato per il prossimo anno per una nuova tappa- nella speranza che sempre più appassionati si avvicinino a questa disciplina, rimandando così il fatidico momento di “appendere le scarpe al chiodo”.

Francesco Di Tommaso

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