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Una corsa lunghissima

Il 10 aprile 1896 la prima maratona olimpica moderna ad Atene

Spyridon Louis aveva appena 23 anni quando, da outsider, scrisse la prima pagina della lunghissima storia della maratona olimpica. Si trattava della gara più attesa della prima olimpiade moderna: l’organizzazione greca intendeva rievocare -in chiave sportiva- le gesta epiche di Filippide che, secondo la leggenda, corse da Maratona all’acropoli di Atene per annunciare la vittoria sui Persiani del 490 a.c.( Prima guerra Persiana- Battaglia di Maratona). Pertanto, la maratona olimpica avrebbe avuto un percorso simile, partendo dal ponte di Maratona per giungere nello stadio di Atene per un totale di 40 chilometri (la distanza ufficiale di 42 chilometri e 195metri fu introdotta a partire dal 1921).

Ai nastri di partenza una ventina di atleti: netta maggioranza di rappresentanti del Paese ospitante più la presenza di un ungherese, un francese, uno statunitense e un australiano. La cronaca della gara è costellata di aneddoti con buona probabilità inventati; pare comunque che fin dalle prime battute gli atleti stranieri imposero un ritmo assai elevato.

Il nostro Spyridon Louis decise invece di utilizzare una tattica più accorta, procedendo con il proprio passo. Tale strategia alla lunga si rivelò decisiva: gli atleti in fuga pagarono lo sforzo elevato e furono raggiunti dagli inseguitori. Negli ultimi chilometri, Spyron Louis diede il cambio di passo decisivo, entrando da trionfatore allo stadio di Atene fra il tripudio degli spettatori e con ben sette minuti di vantaggio sul secondo, il favorito Vasilakos. Dai risultati ufficiali al vincitore venne attribuito il tempo di 2 ore,58minuti e 50secondi; in poco più di un secolo la maratona ne ha fatta di strada: l’attuale record del mondo appartiene ad Eliud Kipchoge (Kenya) con il tempo di 2ore, 1minuto e 39secondi. Il muro delle due ore ad un passo dall’essere abbattuto in una gara ufficiale (risulta che lo stesso Kipchoge abbia corso –in un evento non ufficiale- la distanza della maratona nel tempo di 1 ora, 59minuti e 40 secondi).

L’evoluzione delle tecniche di allenamento, dei materiali impiegati e la professionalizzazione degli atleti moderni sono alla base della progressione costante che la performance sportiva ha avuto nel corso del tempo in questa disciplina. Tuttavia, anche i moderni maratoneti hanno molto in comune con il primo eroe della maratona moderna: la consapevolezza di gareggiare in primo luogo contro se stessi, su una distanza che mette alla prova resistenza fisica e mentale.

Francesco Di Tommaso

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