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Quando Icaro volò su Roma. Intervista a Giovanni Grasso.

<<Non è la mia guerra. È la guerra di tutti.>> afferma Lauro De Bosis, prima di lanciarsi in un folle volo che decreterà la sua morte. È il 2 Ottobre del 1931. Sullo sfondo l’Italia fascista, la lotta per la libertà e un amore passionale tra un eroe romantico, Lauro De Bosis, e un’attrice, Ruth Draper, donna colta, indipendente e schiva che, a quarantaquattro anni, si innamora, per la prima volta, del giovane poeta ventisettenne. Una storia vera, riportata alla luce da Giovanni Grasso, giornalista parlamentare, consigliere del Presidente Mattarella per la stampa e la comunicazione e anche scrittore. “Icaro, il volo su Roma”, infatti, è il suo secondo romanzo, pubblicato da Rizzoli a Settembre del 2021. È proprio durante la XIV edizione del Settembre Culturale di Agropoli che ho avuto l’onore di intervistare Giovanni Grasso, ospite ai microfoni di Giovani OnAir. É stata una chiacchierata che mi è rimasta molto impressa. Avevo letto il libro in tre giorni perché la storia mi aveva, da subito, affascinato per la capacità di descrivere e raccontare il senso innato della libertà che hanno alcuni uomini, destinati a diventare eroi. Avevo un po’ timore di incontrare l’autore, ma la mia emozione è passata dopo le prime battute. Parlare con Giovanni Grasso mi ha ricordato quanto sia importante che gli scrittori dialoghino con noi giovani, sempre alla ricerca di risposte. In questi ultimi tempi la storia di Lauro e Ruth mi è tornata spesso in mente. Ho, così, pensato di ricontattare l’autore per sottoporgli nuovi quesiti sull’eroico volo letterario . Nonostante i suoi impegni, Giovanni Grasso ha trovato il tempo di colloquiare, di nuovo, con una giovane lettrice, esaminando la storia di Lauro e Ruth sotto altri punti di vista.

Alla luce delle notizie di guerra delle ultime ore, quanto risulta attuale la figura di Lauro De Bosis?
Credo che il lascito di ogni personaggio storico, l’eroe, l’autore di grandi imprese, abbia una parte di attualità, capace di trasmetterci ancora valori, passioni, ideali, e un’altra legata inevitabilmente al suo mondo di riferimento, alla sua stagione. Questa considerazione vale pienamente per Lauro de Bosis. Lui combatteva la dittatura fascista in Italia, che considerava, a ragione, come un tradimento degli ideali di libertà e di civiltà del nostro Risorgimento e come una profonda involuzione nella storia italiana. L’Italia, nel 1931, quando Lauro effettua il suo coraggioso e fatale volo propagandistico su Roma, era sotto la cappa del fascismo, ma la guerra – e la successiva occupazione nazista – erano ancora molto lontane. Non si possono dunque fare a mio parere similitudini con la situazione odierna in Ucraina. Sarebbero azzardate. Ma certo l’amore per la libertà, il coraggio, la disponibilità a sacrificare la propria vita per un ideale e per la patria sono insegnamenti universali che valgono per ogni tempo e per ogni latitudine. E che possono costituire motivo di ispirazione e di esempio.

L’incontro di un poeta e di una grande attrice: quali sono le caratteristiche principali dell’amore tra Lauro e Ruth Draper?
È un amore molto particolare. Intanto per le diverse caratteristiche all’interno della coppia. A partire dalla grande differenza di età: 27 anni Lauro, 44 Ruth. È un colpo di fulmine, nato probabilmente dalla comune passione per l’arte e la letteratura, che si trasforma in un amore travolgente e di breve durata, cementandosi via via con la passione politica e la comune aspirazione alla libertà e alla giustizia. È molto interessante notare che Ruth, prima di incontrare de Bosis, aveva scelto di dedicarsi totalmente al teatro, rinunciando così agli affetti. Lauro fu il suo grandissimo amore. Il primo, inatteso, e l’unico di una lunga vita.

Passione e morte si intrecciano nel nome della libertà. Oggi sarebbe possibile una storia così intensa in cui i protagonisti sacrificano la loro vita e il loro amore per un ideale?

Io penso proprio di sì. Chissà quante ce ne sono storie di questo tipo, specialmente nei paesi soggetti alla guerra, alle torture, alle continue violazioni dei diritti umani.Chissà quanti eroi sconosciuti, donne e uomini, perdono la vita ogni giorno lottando contro la sopraffazione, le mafie, lo sfruttamento, il fanatismo. In Medioriente, in Africa, in America latina. I tempi cambiano, i secoli disegnano condizioni e situazioni diverse, ma i sentimenti degli uomini rimangono alla radice sempre gli stessi: l’amore e l’odio, la paura e il coraggio, la crudeltà e la pietas, l’imperativo morale e l’attitudine al delitto, la grazia e il peccato, intesi in senso laico.

Che cosa direbbe Lauro De Bosis ai combattenti di oggi?
È difficile, come dicevo prima, mischiare tempi e situazioni diverse. Immaginare parole di Lauro, riferite all’attuale situazione in Ucraina, è un’impresa ardua e antistorica, alla quale tenderei a sottrarmi. Certo, non posso fare a meno di notare che il messaggio di Lauro-insieme a quella di tanti altri martiri del fascismo – ispirò i giovani italiani che dall’autunno del 1943 decisero di prendere le armi e di lottare apertamente contro il regime nazifascista e l’occupazione tedesca. Allo stesso modo Lauro si sentì idealmente collegato con i giovani italiani che avevano dato la vita, nel nostro Risorgimento, per l’unità e l’indipendenza italiana. Possiamo però sicuramente ipotizzare, senza il rischio di compiere strumentalizzazioni, che Lauro sarebbe oggi sicuramente dalla parte del diritto, dell’autodeterminazione dei popoli e contro la prepotenza delle invasioni e delle guerre ingiustificate.

Terminiamo con un suo ricordo della serata trascorsa nel Cilento durante il Settembre Culturale del 2021 ad Agropoli.
È stata una serata appassionante, in un contesto di grande bellezza, naturalistica e artistica. Un luogo di grande fascino e un pubblico appassionato e accogliente.

Tornerà a trovarci?
Con grande piacere. Spero proprio di sì.
                                 

Barbara Maurano.

Clicca sul link per ascoltare l’intervista di Giovanni Grasso ai microfoni della web radio “Giovani OnAir”,in occasione della XIV edizione del Settembre Culturale di Agropoli.

 

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