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11 ottobre: giornata delle donne nella scienza per ricordare Ada Lovelace

Dal 2009, ogni secondo martedì del mese di ottobre, si celebra l’Ada Lovelace Day (ADL), la giornata
mondiale dedicata alle donne che si impegnano nelle discipline scientifico-tecnologiche (STEM, acronimo
inglese per “scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche”) e alle studentesse che vogliono
intraprendere questi studi universitari. Ispiratrice di questa giornata è stata Suw Charman-Anderson, giornalista e blogger inglese esperta in tecnologia, in seguito alle discussioni sulla carenza della presenza di donne a conferenze di interesse scientifico-tecnologico: secondo la giornalista, infatti, il problema non è la mancanza di donne, ma la loro invisibilità.
Ma chi è stata per il mondo della scienza Ada Lovelace? La studiosa un secolo e mezzo fa sviluppò il primo
software della storia.
Ada Byron Lovelace nacque il 10 dicembre del 1815 a Londra. Era figlia del poeta Lord Byron. Non conobbe
il padre che lasciò la famiglia quando lei non aveva ancora un anno di vita. Alcuni biografi mettono in
evidenza la sofferenza della studiosa per la vita familiare poco serena.
La madre, Annabella Milbanke, le fece studiare fin da bambina logica, scienza e matematica, cosa molto
rara per l’epoca. Aveva 18 anni, quando nel 1833 conobbe a un ricevimento Charles Babbage, matematico e
filosofo britannico, che mostrava agli invitati l’Analytical Engine, una complicata macchina alla quale stava
lavorando.
Prima dell’introduzione delle calcolatrici scientifiche e dei calcolatori, molti calcoli si facevano utilizzando
opportune tavole che presentavano, però, un alto numero di errori. Babbage pensò di trovare un metodo
grazie al quale i risultati presenti nelle tavole potessero essere calcolati da una macchina, non soggetta agli
errori, alla stanchezza e alla noia in cui potevano incorrere gli umani. Sembra che Babbage sia stato
influenzato da tre fattori: avversione per il disordine, familiarità con le tavole logaritmiche e il lavoro sulle
macchine per il calcolo portato avanti già da altri studiosi come Blaise Pascal e Gottfried Leibniz.
Dopo l’incontro al ricevimento, tra i due studiosi nacque una collaborazione a distanza che durò anni.Ada Lovelace era affascinata dal lavoro di Babbage che a sua volta fu colpito dall’intelligenza della giovane donna e dalla sua abilità: la soprannominò “l’incantatrice dei numeri” (The Enchantress of Numbers) e nel 1843 le scrisse:
«Dimentica questo mondo e tutti i suoi guai e, se è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani—ogni cosa, insomma, tranne l’Incantatrice dei numeri.» Le macchine di Babbage non furono mai realizzate, i prototipi costruiti presentavano difetti, ma la Lovelace riuscì a creare codici per farle funzionare e poter gestire lettere e simboli insieme ai numeri. Inoltre, trovò
anche un metodo per ripetere una serie di istruzioni, in pratica il processo noto come “loop” che i programmi per computer usano ancora oggi. Il suo lavoro fu infine pubblicato nel 1843 su una rivista scientifica inglese, ma solo 100 anni dopo ispirò gli studi di Alan Turing sui primi computer moderni negli
anni Quaranta. La studiosa morì il 27 novembre 1852 a soli 36 anni. Nel 1980, in suo onore, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha chiamato un linguaggio di programmazione per computer “Ada”.

Ernesta De Masi

 

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