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Maria Montessori e il suo metodo

Medico, educatrice, scienziata. Ha inventato materiali didattici per mettere in atto il metodo educativo da lei inventato ed anche una particolare lampada per rendere più accoglienti gli ambienti frequentati dai bambini. Ha difeso i diritti delle donne e si è impegnata a diffondere nel mondo messaggi di pace.

É impresa non facile descrivere in qualche pagina la vita intensa e attivissima di questa geniale donna italiana che con le sue importantissime intuizioni ha aperto strade e anticipato i tempi.

Nel maggio del 1952, poco prima di lasciare la vita, ancora entusiasta e piena di idee scriveva: “Vorrei essere giovane, per lavorare di più, per aver tempo di scrivere e determinare nuove idee e per scrivere specialmente il mio libro Psiche: L’Uomo”.

Maria Montessori è nata a Chiaravalle (AN), nel 1870.
La formazione di Maria Montessori iniziò a Roma dove frequentò la Regia Scuola Tecnica Michelangelo Buonarroti, ottenne la maturità con ottimi voti e proseguì la formazione al Regio Istituto Tecnico Leonardo da Vinci, dove sviluppò la passione per la matematica. Avrebbe voluto proseguire gli studi iscrivendosi alla facoltà di medicina: non potette farlo perché ai suoi tempi per accedere a questa facoltà era necessario possedere la maturità classica. Si iscrisse al corso di scienze naturali, lo seguì per due anni e successivamente potette accedere alla facoltà di medicina. Vinse il premio che la Fondazione Rolli concedeva ogni anno ad uno studente di medicina e iniziò l’esperienza pratica in diversi ospedali ed istituti medici. Nel 1895 incontrò Giuseppe Ferruccio Montesano, da cui nel 1898 ebbe il figlio Mario, ed entrò nella Clinica Psichiatrica di Roma. Si laureò nel luglio del 1896 con una tesi in psichiatria. É stata una delle prime donne in Italia a raggiungere questo traguardo.
Nell’università di Roma respirava l’entusiasmo per le nuove prospettive offerte dalla ricerca scientifica in biologia, embriologia, antropologia, malattia mentale, genetica e igiene. Presso la clinica psichiatrica dell’università di Roma studiò il comportamento dei bambini affetti da insufficienza mentale con l’obiettivo di individuare metodi educativi adeguati al loro recupero. Maria Montessori intuì la grande importanza che poteva avere l’educazione sensoriale e un ambiente idoneo in cui inserire il bambino. Comprese la necessità di utilizzare materiali didattici particolari atti a favorire l’apprendimento per i bambini con difficoltà.
Anche la questione femminile interessò da vicino la giovane Maria. Partecipò in rappresentanza delle donne italiane ai congressi internazionali femminili del 1896 a Berlino e del 1899 a Londra, dove denunciò lo sfruttamento delle donne sul lavoro, sostenne la parità di salario tra uomini e donne, la necessità di avere leggi adeguate a tutelare il lavoro femminile e il diritto all’istruzione femminile. Nei primi anni del Novecento fu tra le protagoniste della battaglia per il diritto al voto alle donne.
Verso la fine del 1906 accettò l’incarico, offertole dall’ingegnere Eduardo Talamo, direttore dell’Istituto dei Beni Stabili, di dirigere alcune classi per bambini dai tre ai sette anni nel quartiere di San Lorenzo di Roma: nacque la prima Casa del Bambino! Maria Montessori era determinata a rendere questa scuola un ambiente educativo di qualità per questi ragazzi che molti pensavano incapaci di apprendere.
Sebbene all’inizio i bambini fossero indisciplinati, presto, seguendo i metodi della Montessori, mostrarono grande interesse nel lavorare con strumenti didattici innovativi, nell’imparare a preparare i pasti e nel pulire l’ambiente, impegnandosi in esperienze di apprendimento pratico. La dottoressa osservò che in breve tempo i bambini avevano assunto un comportamento calmo, pacifico, erano capaci di periodi di profonda concentrazione e con un senso di ordine nel prendersi cura del loro ambiente. Il successo ottenuto a San Lorenzo moltiplicò la nascita di altre Case del Bambino in Italia, in altri paesi europei e anche negli Stati Uniti.
Il metodo di lavoro adottato dalla Montessori nelle Case dei Bambini è quello dell’osservazione documentata dei bambini, che liberamente scelgono le attività, in un ambiente che viene progressivamente organizzato in relazione ai loro bisogni. Dunque, il metodo Montessori è frutto di un lavoro di osservazione e sperimentazione: la scienziata presentò il suo lavoro nel 1909 nel libro “Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini”, che è divenuto un classico della pedagogia: oggi è possibile trovare questo lavoro in libreria con il titolo “La scoperta del bambino”.
Il libro in breve tempo fu tradotto in inglese, francese, spagnolo, giapponese, tedesco, russo, olandese, danese. Maria Montessori iniziò a svolgere corsi nazionali e internazionali per la formazione degli insegnanti.
Proseguiva intanto i suoi studi, dedicandosi anche ai bambini dai 6 agli 11 anni e nel 1916 pubblicò il libro “L’autoeducazione nelle scuole elementari”, in cui presentò il metodo educativo rivolto ai bambini più grandi. Nel 1934 pubblicò i testi “Psicogeometria e psicoaritmetica” raccogliendo i suoi studi e le sue esperienze nell’insegnamento della geometria e dell’aritmetica.
Negli anni Trenta affrontò lo studio dell’educazione dell’adolescente e in questo ambito ideò un nuovo programma di formazione pubblicato nel 1939.
Il successo del metodo Montessori, come si diceva, varcò ben presto i confini italiani e la studiosa viaggiò in Europa per tenere corsi di formazione e conferenze, si recò quattro volte negli Stati Uniti, successivamente in America Latina. Dal 1939 si trasferì in India e vi rimase per sei anni consecutivi.
Nei suoi viaggi incontrò importanti uomini e donne di cultura, capi di stato, scienziati. Ricevette messaggi di stima da parte di alcuni famosi personaggi come Sigmund e Anna Freud, Marconi, Tagore, Piaget, don Sturzo, Gandhi.
Al successo internazionale non faceva riscontro quello italiano. Mussolini ben comprese l’importanza del nome Montessori nel mondo e per questo negli anni Venti prestò attenzione ed aiuto alla scienziata; lei accettò proprio perché desiderava che il suo metodo avesse in Italia il riconoscimento che aveva all’estero. Il rapporto fu, però, destinato a fallire, non era disposta a rinunciare alla sua autonomia di azione e pensiero. Nel 1932 tenne una conferenza dal titolo “La pace e l’educazione” in cui affermò che l’educazione è lo strumento per formare mentalità di pace. Da questo momento in poi fu sorvegliata dalla polizia e nel 1934 lasciò l’Italia, portando nell’Europa il suo messaggio di pace con una serie di conferenze raccolte nel 1949 nel libro “Educazione e pace”.
Come si è detto, nel 1939 si trasferì in India. Il periodo indiano, se pur caratterizzato da un forzato isolamento, fu per la Montessori e per il figlio Mario, che la seguì in questo viaggio, un intenso periodo di ricerca a contatto con la cultura di questo paese. Ritornano in Europa nel 1946 e la scienziata continuò a viaggiare e ricevere molti riconoscimenti nei vari paesi che visitava.
In Italia, il 3 maggio del 1947, fu ricevuta dall’Assemblea Costituente, che le rese omaggio: l’onorevole Maria de Unterrichter Jervolino tenne il discorso in suo onore. La Jervolino era anche presidente della ricostruita Opera Nazionale Montessori, già fondata nel 1924. La scienziata partecipò alla riorganizzazione dell’Opera Nazionale Montessori e nel 1949 fu a Sanremo, dove coordinò i lavori dell’VIII Congresso Internazionale Montessori sul tema “La formazione dell’uomo nella ricostruzione mondiale”. Nello stesso anno fu candidata al premio Nobel per la pace; fu candidata anche per i due anni successivi, ma il premio non le è stato mai attribuito.
Morì il 6 maggio del 1952 a Noordwijk, in Olanda, dove è sepolta mentre stava progettando un viaggio in Ghana, invitata per tenere un corso di formazione.
I libri di Maria sono letti in 56 paesi e tradotti in 35 lingue. Le istituzioni educative che applicano il suo metodo sono 22.000, tra nidi, Case dei Bambini, scuole primarie e secondarie, diffuse in 110 paesi, in tutti i continenti.
Il seguente grafico mette in relazione il numero di scuole con impostazione montessoriana e il numero di abitanti del paese:

Numero di scuole Montessori per numero di abitanti

In Italia, patria della Montessori, c’è una scuola ogni 440000 abitanti, in Irlanda una ogni 12000 abitanti.

La scienziata ha brevettato molti degli strumenti utilizzati per rendere efficace il suo metodo educativo e non sorprende che abbia brevettato anche un particolare sistema per migliorare l’illuminazione delle aule che, come lei spiega nella domanda di brevetto, “… si riferisce all’illuminazione artificiale degli interni di edifici, e si desidera principalmente essere utilizzato esclusivamente in asili nido o altre stanze che sono destinate ad essere occupate da bambini piccoli. Come è noto, i bambini piccoli sono spaventati universalmente dalle ombre ed è auspicabile nelle stanze da loro occupate quindi che l’illuminazione fornita sia tale che nessuna ombra sia proiettata da essa. E questa invenzione consiste in un metodo nuovo e migliorato per illuminare una stanza ed evitare ombre in essa, posizionando una luce sul fondo di una colonna verticale opaca con una parte superiore trasparente, per cui la luce è diretta verso l’alto e viene riflessa dal soffitto della camera.”

Disegno della lampada presente nella domanda di brevetto n. 79.819/29 presentata da Maria Montessori il 27/06/1929. (https://patents.google.com)

L’Italia ha onorato la memoria di Maria Montessori stampando una sua immagine sulla banconota di 1000 lire e le Poste Italiane hanno prodotto due francobolli rispettivamente in occasione del Centenario della nascita e del Centenario dell’apertura della prima Casa del Bambino nel quartiere San Lorenzo di Roma.

Banconota Italiana da 1000 Lire (circa 0.52 €) rappresentante Maria Montessori

 

Francobollo emesso dalle Poste Italiane in occasione del centenario della nascita

 

Francobollo emesso dalle Poste Italiane in occasione del centenario dall’apertura della prima Casa dei Bambini nel quartiere di San Lorenzo (Roma)

Ernesta De Masi

Ernesta De Masi

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Una risposta

  1. Clara Rania ha detto:

    Competenze ed entusiasmo caratteristiche costanti dei lavori di Ernesta De Masi.

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