Skip to content

L’OLPE DI MEDEA E L’ORIGINE DEGLI ETRUSCHI


E Circe, figlia di Sole e stirpe di Iperione,
Generò dall’amore di Odisseo, dal cuore che sopporta,
Agrio e Latino, senza biasimo (amymon) e forte….
Quelli molto lontano, in mezzo ad isole sacre,
regnavano (anasson) su tutti gli illustri (agakleitoi) Tirreni.
Esiodo, Teogonia

Partendo da questi versi di Esiodo possiamo notare come al loro interno si possa chiaramente leggere una apertura di relazioni fra greci ed etruschi, e ciò passa soprattutto attraverso l’uso del nome Tirrenoi, con cui i greci identificavano gli Etruschi.

Vi è una duplice convivenza di rapporti che possiamo riscontrare in un importante documento archeologico: L’Olpe di Medea
Proveniente da Cerveteri, Etruria Meridionale, in particolare dalla tomba 2 in Località San Paolo, da una ricchissima tomba a camera datata fra il 650-630 a.C. è venuta fuori questa olpe in bucchero sottile con una scena che ci rimanda a Lemno.

La grande tomba presentava un tumulo che copriva la camera funeraria di dimensioni monumentali. Al suo interno sono stati rinvenuti vari oggetti, ma quello di maggiore interesse è proprio questa Olpe con un magnifico fregio figurato che si compone di 3 scene che vi descriverò brevemente.

1 scena: un personaggio maschile che esce da un calderone affiancato da una figura femminile con mantello e scettro, riconosciuta grazie all’iscrizione “METAIA” come Medea, che è rappresentata nell’atto di ringiovanire Giasone; proprio per questo l’Olpe viene anche chiamata Olpe degli Argonauti.

2 scena: una coppia di pugilatori, probabilmente rimanda ai giochi funebri di Pelia a Lemno.

3 scena: una fila di uomini che portano un lungo tessuto, riconosciuto da alcuni studiosi come la vela della nave Argo.

A questa scena si aggiunge un altro personaggio riconosciuto in Dedalo, artigiano che garantisce una nuova forma di trasporto grazie alle sue ali, mentre la figura di Medea rappresenta la METIS (intelligenza) che condivide con Dedalo.
Infine la vela è uno strumento in quanto serve a far correre la nave sul mare e facilitare il trasporto.

Il programma dell’Ople celebra quindi le virtù e le qualità dell’artigiano che nello stesso tempo usa la Metis per indicare il suo vaso come un prodotto eccezionale.
Questo apparato iconografico è fortemente significativo per dare una ulteriore conferma di questa origine così misteriosa degli etruschi, che ancora oggi fa tanto discutere gli studiosi di tutto il mondo.

Martina Pico

 

 

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.