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Libramente, un luogo dell’anima.

Il nostro viaggio nel mondo dei libri e dell’editoria non poteva non prevedere tappe in libreria, luogo dell’anima per ogni lettore.

Quali caratteristiche dovrebbe possedere una libreria di “qualità”? Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto Roberto Calasso, che, nel suo “Come ordinare una biblioteca”, edito da Adelphi nel 2020, ci dice che, in primis, una libreria deve presentarsi come un luogo accogliente, dove si ha desiderio di entrare, con la stessa naturalezza con cui, nella Londra dell’Ottocento, alcuni entravano nel loro club o nel loro pub preferito. In libreria, però, non occorre conoscere gli altri soci, o meglio, i nostri soci saranno i libri disseminati sui tavoli o riposti negli scaffali. Affinché avvenga un’altra condizione indispensabile per poter annoverare quella libreria tra le “librerie di qualità” – trovare comunque qualcosa che vorremmo leggere – è importante che ci si possa anche sedere, per permettere un incontro meno fugace tra libro e lettore.

Oggi vi porto a conoscere una libreria di “qualità”: Libramente. Il caffè letterario “Libramente”, libreria indipendente, apre le sue porte cinque anni fa a Salerno, frutto della passione e della determinazione di Clorinda Attianese. Lettrice seriale, come ama definirsi, Clo ha realizzato il suo sogno creando un ambiente in cui dar voce ad autori emergenti, offrire spazio alle case editrici indipendenti che, a fatica, riescono a proporsi nelle catene della grande distribuzione libraria, organizzare attività legate al libro e alla lettura dedicate a lettori di ogni età.


Riccioli rossi che incorniciano il viso, sorriso che illumina lo sguardo, un lieve aroma di zenzero e cannella: Clo ti accoglie nel suo mondo e da subito ti senti in un luogo familiare, caldo, in cui ogni particolare ha il sapore della cura e dell’attenzione. Le due sale della libreria sono arredate e pensate come le stanze ideali di ogni lettore: librerie a scaffali circondano le pareti e al centro tavolini con sedute, poltrone, lampade a stelo. La libreria è dotata anche di un piccolo, ma ben fornito, angolo bar, con una vasta selezione di tisane, caffè, vini. Si può sorseggiare una cioccolata calda e leggere un buon libro: paradisiaco! Lo spazio esterno, provvisto di tavolini, e naturalmente ombreggiato, è luogo ideale per ristorarsi dalla calura cittadina durante le giornate più calde.

Aperitivi letterari, incontri con gli scrittori, corsi di scrittura creativa, gruppi di lettura, corsi di scacchi…le iniziative organizzate da Libramente sono molteplici e variegate, sempre sotto l’egida dell’accoglienza e della cultura.
Fantasia e creatività sono tra gli ingredienti che contraddistinguono questa libreria indipendente e Clo, fucina di idee, si circonda di tanti talenti che condividono la sua grande passione: i libri.

Dall’incontro con l’illustratrice Odile nasce il “calendario degli amori letterari”, che coniuga l’originalità dei disegni con i beniamini di alcune delle opere letterarie più amate.
Attenta alle esigenze dei più giovani lettori, Clo ha riservato un ampio spazio alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, coinvolgendoli anche in gruppi di lettura.

In una delle mie “incursioni-saccheggio”, alla vista della “mia” libraia circondata da sguardi curiosi, attenti ad ogni sillaba da lei letta, mi sono rimbalzate prepotenti nella mente le parole di Roberto Vecchioni: “Il libraio leggeva le parole senza imporle all’ascolto, perché le parole non nascono, non nascevano in quell’autore, per favorire, acchiappare, assecondare, manovrare a piacimento le emozioni del pubblico, stipandole nella gabbia di un unico sentire […]. Il libraio restituiva le parole a se stesse. […] Leggeva il tempo che dura la parola nel cuore, senza picchi o sbalzi, perché il cuore ha piani sovrapposti e li esprimerebbe salendo e scendendo con metodo dall’uno all’altro se potesse farlo da solo” (Il libraio di Selinunte, Einaudi, p.25).

Libramente è una delle più belle librerie indipendenti, dove ogni lettore, per dirla con Roberto Calasso può “trovare facilmente i libri che cercava e scoprire quelli che non sapeva di cercare”.

Annamaria Petolicchio

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