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Frida Kahlo, un caos pulsante.

Palazzo Fondi, un mese fa …
È un pomeriggio piovoso, strade partenopee non particolarmente brulicanti di gente,
sarà perché la pandemia ha rallentato i ritmi, ma non la voglia di respirare a colori.

Entriamo in uno dei più accattivanti palazzi della città per incontrare lei, unica e sola,
incorniciata in ciò che la sua storia racconta, la sua anima libera e la sua arte trasuda:
un “caos” di memorie, schegge variopinte, emozioni altalenanti, fotografie e spaccati
quotidiani di giorni sanguigni, amori e distanze. Un ritratto multimediale, ma non per
questo meno efficace e affascinante, della pittrice Frida Kahlo, simbolo dell’arte
popolare messicana.

Che sia stata e continui ad essere l’icona dell’indipendenza femminile nel quadro
dell’avanguardia artistica del Novecento ci trova tutti d’accordo, ma “ Il Caos dentro”,
mostra curata da Milagros Ancheita, Alejandra Matiz, Maria Rosso e Antonio Arévalo,
incontra amichevolmente un altro “Caos”, quello di Napoli e del suo popolo.

Una fusione perfetta tra i toni di colori della gente, le rappresentazioni rituali, gli echi
della musica tradizionale, le feste e le cerimonie religiose che con Frida celebrano
il “ Dia de los muertes” pieno di euforia e variopinti paradossi somiglianti alle
ritualità sacre e profane del “ Ventre” della gente campana.


Un percorso pulsante di creatività e passione lo studio dell’artista , ricostruito insieme ad alcune parti della Casa Azul di Coyoacàn a Città del Messico, dove ci sembra di trascorrere qualche ora accanto alla pittrice, condividendone gli sguardi sulla vita,
le pennellate di gioia, sofferenza e prigionia…

Frida ci accoglie nel confuso ordine di
desideri e proiezioni di donna e artista con i suoi originali e intriganti autoritratti, i suoi animali, le ferite della selvaggia e coraggiosa sopravvivenza alle emozioni. Unpercorso nei suoi “ diversi ” modi di vestire la sua personalità, dalle tele virtuali più
famose ai bellissimi “ busti”, custodi dei suoi dolori che raffigurano l’incanto
della policromia sua e del suo essere messicana. La cultura popolare fa da padrona
nei suoi abiti, gioielli e monili anch’essi esposti come segno della sua ecclettica femminilità che ha contagiato lo stile di mode e donne.

Lungo il percorso della mostra che lascia spazio all’immaginazione c’è anche
Diego Rivera con alcune sue tele, a testimonianza del loro amore…
Per Frida l’amore ha un unico volto, un amore simbiotico col suo uomo e con la sua arte,
un arte che non mira mai a raggiungere traguardi, premi e riconoscimenti ma a “ vivere la vita”, nelle sue sfumature e lacerazioni.

Ci sorprende una mostra nella mostra , un omaggio fotografico a Frida attraverso gli scatti privati, curiosi e coinvolgenti del grande Leo Matiz,fotoreporter colombiano e fotografo dei gesti, sguardi, mani e volti dei più grandi Intellettuali latino americani. C’è un terrazzo, ancora illuminato da luci ad intermittenza e dove l’aria pungente ci sveglia dirigendoci verso l’uscita.

Qui, mentre percorriamo al contrario le scale, incontriamo nuovamente, ma con un’altra percezione, una serie di parole che abbiamo incontrato all’entrata , scalino per scalino, dice la stessa cosa : amore… questo “caos dentro” di Frida Kahlo è ora anche il nostro.

Milena Acconcia

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Una risposta

  1. Clara Rania ha detto:

    Incredibile donna ,Frida è una delle forti emozioni, intensa coraggiosa come tante donne assenti ma non note.

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