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Monologo per Francesca. Dedicato a Francesca Cerniello, brigantessa di Altavilla Silentina.

Mi chiamo Francesca, Francesca Cerniello. Trentaquattro primavere gravano sulle mie fragili spalle. Che dite? Non sembra? È l’aria di questa terra, il mare in lontananza, i monti proprio qui dietro. Sono le stelle a farmi così bella. Le stelle… che porto sempre nei miei occhi, come piccole pietre preziose.

Sono Francesca Cerniello. Vivo nascosta tra i possenti tronchi delle querce; puoi trovarmi lì, nell’anima dei boschi. Sono pronta, sono sempre pronta.
“Francesca, in guardia, mira… spara”.
“Francesca, attenta, il nemico…”.
E io, all’ombra dei faggi, miro… sparo. Bam. Un colpo secco. Bam. Dritto al cuore.

Mi chiedo spesso perché io sia qui, tra tutti questi uomini, che inseguono e sparano. Inseguono. Sparano. E io ho paura. Ma non di loro. Ho paura di me. Di ciò che potrei fare per una sola, semplice idea.
“Francesca, in guardia, mira… spara”.
Mi soffermo, a volte, a osservare la mia immagine riflessa nello specchio d’acqua di un fiume, per non dimenticare mai chi sono. Non mi riconosco sempre. La terra copre spesso il mio viso. Ritrovo i miei capelli spettinati e gli occhi stanchi e le labbra pallide. Le dita di queste mie mani non sono più levigate e sottili, come quando andavo alla fontana, con le mie compagne.
“Francesca, in guardia, mira… spara”.

Non credo di poter tornare indietro. Il mio viso non sarà mai quello di una volta né i miei capelli né gli occhi né le labbra; e nemmeno queste mie mani che abbracciano ogni giorno un fucile, come se fosse un figlio.

Ricordo ancora la voce di mia madre, quando cantava quelle strane cantilene, che parlavano di una giovane fanciulla in un castello.
“Francesca mia” – mi diceva – “un giorno diventerai anche tu una bellissima principessa”.
“Francesca, in guardia, mira… spara”.

Mamma, forse avevi ragione: la tua Francesca è diventata davvero una principessa, la magnifica sovrana di un regno, il cui nome è ‘libertà’.
“Francesca, in guardia, mira… spara”.

Clicca sulla foto per ascoltare l’audio dell’articolo!

Mariasole Nigro

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