Visioni del Basso Medioevo: pensieri e desideri tra 1100 e 1200
Prosegue il filone di appuntamenti sulla figura di San Francesco, con gli approfondimenti storici, filosofici, simbolici legati al periodo storico di vita del Santo di Assisi. LìAssociazione Cilento Domani ha promosso questi interventi di elevato valore per offrire alla Comunità una lettura di San Francesco che non trascurasse gli aspetti storici, culturali e politici dell’epoca in cui ha vissuto. Un Santo che con i suoi esempi ha saputo testimoniare come la pace con il creato, il rispetto di quanto ci circonda ci rende uomini liberi e consapevoli delle ricchezze che Dio ha posto nella sua creazione universale. Siamo tutti fratelli e sorelle di un unico progetto di universo che non tralascia nessuno, un messaggio che oggi nell’attualità pare ancora più difficile da attuare, e, quindi importante proporlo come momento di riflessione collettiva.
Torniamo, comunque, al periodo storico tra 1200 e 1250; l’Europa vive una trasformazione sociale senza precedenti:
- Le cittàcrescono e diventano centri di scambio, arti e corporazioni.
- Nasce un nuovo ceto: mercanti, notai, maestri, artigiani specializzati.
- Le relazioni sociali non sono più solo feudali: si affermano contratti, patti, associazioni.
- Le università (Parigi, Bologna, Oxford) diventano poli di pensiero e di mobilità intellettuale.
Questo dinamismo sociale chiede una nuova filosofia capace di interpretare il mondo. In questi decenni avviene un fatto epocale: Aristotele viene tradotto integralmente in latino grazie ai centri culturali arabi e alle scuole di traduttori. La filosofia non è più solo commento teologico, ma indagine razionale sul reale. Si sviluppano logica, fisica, etica, politica come campi autonomi. Nasce la Scolastica, metodo rigoroso basato su quaestiones, disputationes, argomentazione dialettica. Parallelamente, la società urbana genera nuove domande spirituali. Tra 1200 e 1250 emergono i grandi movimenti mendicanti: Francescani (1209), Domenicani (1216). Essi portano una filosofia vissuta: Povertà come libertà dal superfluo, fraternità come nuovo modello sociale, predicazione come educazione popolare, studio come servizio alla verità. San Francesco propone una filosofia della semplicità che diventa anche un modello sociale alternativo alla logica del profitto urbano.Il primo Duecento è infine anche un laboratorio politico: Conflitto tra Papato e Impero (Innocenzo III, Federico II), nascita dei comuni e delle loro costituzioni, riflessione sulla legittimità del potere, sulla legge, sul bene comune.

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Gli anni in cui visse Francesco d’Assisi erano anni di grande sommovimento culturale e sociale. Le città italiane, costituitesi in comune, si apprestavano a scoprire la forza di governo del “popolo”, i cittadini borghesi e lavoratori. In Europa l’espansione statuale e sociale, seguita alla fine delle grandi migrazioni dall’Est, vedeva l’apice della vita delle Università. Queste comunità di studenti e professori ospitarono la formazione delle grandi visioni sul mondo di cui siamo eredi dal Medioevo.
A condurci attraverso i cambiamenti di questo periodo storico, con le riflessioni ed i collegamenti alla figura di San Francesco, è il Prof. Marco Tarallo, laureato in Storia e Civiltà all’Università di Pisa e diplomato in Storia alla Scuola Normale di Pisa. Dottore in studi storici presso l’Università di Firenze, ha perfezionato i suoi studi a Valencia ed a Parigi, presso l’Ecole normale Supèrieure. Attualmente è professore di Storia e Filosofia.
E’ un appuntamento da non perdere, non mancate!

Giovanni Pico
